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- Ed ora ti leggo... Chicco e il cane

     Dedichiamo questa pagina a tutti coloro che decidono di accudire un pet,  regalando ogni mese una storia che vedrà protagonisti i nostri amici a 4 zampe. Una storia da leggere insieme ai nostri bambini per condividere l’amore per la lettura e per gli animali.

     Storie vere e di fantasia, tutte con un comune denominatore:” risvegliare l’anima alla vita, in un mondo moderno che non ne permette più l’espressione.” (Rudolf Steiner)

 

Chicco e il cane              chicco e il cane

 

     Chicco era un bambino di otto anni. Non aveva amici, né fratelli, i genitori erano sempre al lavoro e lui sempre da solo, con un grande bisogno di affetto. I suoi coetanei correvano giocavano e si divertivano tra loro  ma Chicco si sentiva diverso, lui aveva bisogno di un amico sincero di cui fidarsi e che lo capisse.

     Un giorno tornando a casa all’uscita di scuola, passò davanti ad un negozio di animali e vide un cartello con una scritta: "si vendono cuccioli". Dietro la vetrina, dentro una scatola di cartone ce n’erano quattro che vedendolo appoggiarono le zampette sul bordo e si sporsero a guardarlo, con le loro faccette desiderose di essere presi. Chicco entrò nel negozio e chiese al proprietario: “quanto costano questi cuccioletti?”. Il commerciante lo guardò distratto, poi rispose, continuando a sistemare alcune scatole: “Cinquanta euro l’uno”. Il bambino estrasse il suo portamonete e contò i soldi che aveva, erano solo 12 euro.

     L’uomo lo guardò e sorrise con tenerezza, poi si accovacciò davanti a lui e gli disse: “se vuoi, ho anche qualche altro cagnolino, che costa meno”. Girò la testa verso il retrobottega e pronunciò un nome, arrivarono di corsa altri due cuccioli e, poco dopo, un altro ancora, che zoppicava ed era rimasto indietro rispetto ai suoi fratelli. I suoi occhi erano vispi con un’espressione desiderosa di dare e ricevere affetto.

     Chicco ne rimase subito colpito, chiese al padrone se fosse lui “Ciak” il cane che aveva chiamato. «No» rispose l’uomo,  «lui è Buck. Ma come vedi lui non può correre, ha una zampetta più corta delle altre. E’ nato così e rimarrà zoppo per tutta la vita».

     Il bambino si girò ed incrociò di nuovo lo sguardo del cane, ne rimase colpito. «Vorrei comprare Buck, questo cagnolino ha bisogno di affetto,» disse sperando in una risposta affermativa «ma ho solo 12 euro. Il resto potrò pagarlo a rate, 2 euro a settimana che potrò mettere da parte dalla mia paghetta.» 

     L’uomo commosso gli rispose di non preoccuparsi, « non dovrai comprarlo! Se lo vuoi veramente te lo regalo e, se un giorno ti stancherai di lui, potrai portarlo indietro e io lo riprenderò!».

     Chicco sorpreso guardò il commerciante diritto negli occhi e disse: «Non voglio che lei me lo regali: vale tanto quanto gli altri cagnolini e io le pagherò il prezzo intero». 

     L’uomo pensieroso e da persona responsabile continuò: «Vedo che ti sei affezionato a questo cagnolino, ragazzo, ma è mio dovere avvertirti di una cosa. Lui non sarà mai in grado di correre, di saltare e di giocare come gli altri cagnolini! Un giorno potresti stancarti di stare sempre indietro agli altri bambini per aspettarlo, e nonostante le tue incitazioni, lui resterà sempre indietro rispetto agli altri suoi simili. Ma Buk continuerà a vivere ed avere bisogno della persona a cui si è affezionato, mentre tu potresti stancarti di lui. Il bambino capì che le parole che quel signore aveva detto erano vere per molti, ma non per lui.            

     Si piegò in avanti ed arrotolò la gamba sinistra dei suoi pantaloni, scoprendo il pesante apparecchio metallico che univa la sua scarpa finta al moncone del suo ginocchio. Poi si rivolse di nuovo all'uomo e gli disse: «Questo non importa, anch'io non posso correre e il cagnolino avrà bisogno di qualcuno che lo capisca!». 
      L'uomo rimase commosso ed allibito da quel gesto e dalle parole compite che quel bambino aveva pronunciato.

     Deglutì la saliva e si morse le labbra, impietrito dalla enorme gaffe che aveva fatto, mentre i suoi occhi si riempirono di lacrime. Poi allungò la sua mano tremante, come se chiedesse il permesso di accarezzarlo sulla fronte, sentendosi piccolo di fronte a quel GRANDE.

     Si asciugò gli occhi e disse: «Ragazzo mio, oggi mi hai insegnato tante cose. Mi auguro che tu possa dare a tutti la lezione di vita che oggi hai dato a me e spero davvero che ciascuno di questi cuccioli trovi un padrone come te." 
     Al mondo esistono molti bambini come Chicco, con difetti fisici di vario genere ed altrettanti cani  hanno vissuto una storia molto simile a quella che abbiamo raccontato.  

                                                                                                                              (Alfio Giuffrida)      

* * * FINE * * *

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